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Il CUS su Luna Rossa
05/03/2007 9.49.38

Per il 3° anno, ci sarà anche un gagliardetto del CUS Parma su Luna Rossa, la barca italiana che tenterà la sfida ad Alinghi nella Coppa America di vela. Infatti Romolo Ranieri e Gilberto Nobili, entrambi grinder, sono tesserati FIV con il CUS Parma. Questo l'articolo apparso nei giorni scorsi sulla Gazzetta di Parma al "nostro" atleta Romolo Ranieri.

Un mese «vissuto di bolina» per Romolo Ranieri. Il grinder ducale deve «stringere » il vento che gli soffia contro, stringere i denti per un infortunio alla spalla de­stra. «Sono caduto in barca, in allenamento: ho rimediato una sublussazione racconta il par­migiano su Luna Rossa . Pec­cato: ero nelle condizioni giuste rispetto al periodo d'avvicina­mento alle regate». Non ci vo­leva. E proprio adesso che nel mare di Valencia si intravedono le boe della partenza dell'Ame­rica's Cup. Presto si farà sul se­rio (non che finora si sia scher­zato, perché da anni ci si pre­para). «Nel mio calendario c'è un mese prima dell'inizio del tredicesimo atto, una regata di flotta che servirà soprattutto a scaldare il pubblico e i muscoli dei team».
Poi, il 16 aprile, il via ai match race della Louis Vuitton Cup, ai duelli che stabiliranno chi in lu­glio sfiderà Alinghi, la detentri­ce del trofeo velico più presti­gioso. Muscoli da scaldare, mu­scoli da rimettere in sesto. Al recupero della spalla, Romolo si dedica a tempo pieno: tra pi­scina, fisioterapia e allenamen­to. «Quattroquattro ore e mez­zo al giorno di riabilitazione».
Con la solita determinazione.
Non a caso Romolo è stato scel­o come «ambasciatore» di Luna Rossa, per la presentazione oggi a Roma della sfida (con Mascalzone Latino e +39) in Campidoglio.
Sono passati dieci anni dalla prima avventura in Nuova Zelanda: il 42enne velista ducale è alla terza America's Cup. E' uno dei veterani, con De Angelis (che però è stato sostituito al timone dal talentuoso James Spithill), Bassani, Sirena, De Mari, Ivaldi, Plazzi, Bresciano e Torben Grael, il mago del vento. Gente che ha accumulato espe­rienza, senza perdere la giusta «rabbia giovane», di chi vuole vincere.
«Dieci anni fa, all'inizio di questa esperienza non me lo sarei potuto immaginare sorride Ranieri . Anche se lo auspicavo: quando fai una cosa che ti piace, ti auguri che non finisca presto. Sono volati, questi anni: ma a livello di emozioni, di in­teresse ed entusiasmo non è cambiato niente. Con il tempo diventi anche più maturo e ca­pace di gestire meglio energie e situazioni». E' migliorata la ca­pacità di visualizzare le regate, di anticipare le mosse e le con­tromosse. «E poi, fisicamente, sono contento di come sto». Un ragazzo di 42 anni tra 2528en­ni. Le regate di Coppa America e di altri trofei non le conta più. «Ho accumulato sicurezza, senza perdere l'adrenalina».
Adrenalina che sale a tutti i livelli. E' scattata la corsa contro il tempo per l'affinamento delle barche (il 18 gennaio è stata va­rata la seconda Luna Rossa) e dei sincronismi degli equipaggi, partendo dall'affiatamento di chi sta nel pozzetto, la «scatola cranica» della barca. Romolo, ovviamente, è impegnato anche in una «corsa» personale: con la rieducazione e i controlli me­dici settimanali. «Per me ora la priorità assoluta è recuperare, ma con i tempi giusti, senza far­mi prendere dalla fretta».
Dopo due settimane di stop alla spalla (ma non alle gambe, fondamentali nel formare la miscela esplosiva del grinder), Ranieri ha ripreso anche a far lavorare le braccia alle manovelle.
«Ma un conto è esercitarsi in palestra, un altro in barca, dove i movimenti sono più repentini e traumatici. Comunque, nei prossimi giorni conto di tornare a bordo, per riprendere ad allenarmi con i winch».
Tornare sulla Luna, dopo averla osservata dall'esterno. «Non riuscendo a navigare con gli altri, stando a bordo della barca appoggio, mi sono dedicato molto di più all'analisi tecnica delle manovre durante l'allena­mento ». Manovre che vengono studiate e ristudiate anche gra­zie ai filmati, in cerca di ogni minima sbavatura, di ogni in­certezza. Molte sfide resteranno in bilico fino all'ultima raffica di vento.
«Saranno tutte regate da sudare assicura Romolo . A Valencia ci sono undici team, oltre al nostro: gli altri italiani di Ma­scalzone Latino e +39, i cinesi, i sudafricani, i tedeschi, gli spa­gnoli, gli svedesi, i francesi, i neozelandesi, gli americani di Oracle e gli svizzeri di Alinghi: sono tutti da battere. Non esi­stono più squadre cuscinetto. E poi ci sono barche che vanno di più o di meno a seconda delle condizioni meteo: dipende da quando le si incontra».
Ma comunque un quadro delle forze in campo c'è già. A stabilirlo sono state le gare (regate di flotta o match race) che si sono svolte non solo a Valencia in questi anni. La novità di que­sta edizione (ben più lunga del solito) di America's Cup. «E' servito a dare visibilità all'even­to, a dare stimoli alle squadre, impegnate in continui confron­ti, e a designare le teste di se­rie ». Risultati affidabili fino a un certo punto: qualcuno po­trebbe aver giocato a carte co­perte. In ogni caso, Luna Rossa è tra le prime quattro in clas­sifica. Tra le favorite, con New Zealand e Oracle, per la conqui­sta della Louis Vuitton.
E per l'America's Cup? «Be', Alinghi ha un bel vantaggio: quello di dover preparare lo scafo adatto per le condizioni di luglio. Il suo sfidante, invece, dovrà regatare fin da aprile, af­frontando condizioni molto di­verse ». Un handicap che po­trebbe anche rivelarsi un van­taggio, viste le follie del tempo.
Colpi di timone del cielo ai quali bisogna essere pronti a rispondere in mare.



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